La radio è in vetta tra i mezzi di informazione più attendibili

La radio è in vetta tra i mezzi di informazione più attendibili

La musica è un sottofondo che ci accompagna in ogni momento, così come le parole degli speaker che ci tengono compagnia al lavoro, mentre guidiamo o a casa.

Anche oggi, con lo streaming digitale, la radio è in prima linea come compagna delle giornate degli italiani, ma soprattutto come uno dei migliori strumenti per la pubblicità.

Secondo il Censis, la radio è in vetta tra i mezzi di informazione più attendibili, a poca distanza da TV e stampa. I siti web e i social media nella loro forma più pura, invece non conquistano posizioni.

Sta all’abilità di chi lavora sul format attrarre ascoltatori e al tempo stesso riuscire nell’intento di inserire anche i messaggi commerciali nel flusso, come già molti youtuber hanno iniziato a fare.

Il segreto è che sentire una promozione che non stacca rispetto al resto del programma, permette all’ascoltatore di accettarla senza problemi come parte integrante dell’informazione.

Con il 5G la posizione del broadcast non potrà che rafforzarsi. Se l’ascolto in streaming su dispositivi mobile senza connessione WiFi è ancora un costo poco allettante, con la nuova tecnologia i player si stanno rapidamente adattando.

La radio si sta progressivamente spostando verso piattaforme orientate allo streaming on demand anche se iniziano a rafforzarsi siti che permettono un approccio più classico alla selezione delle varie emittenti in diretta su internet.

I servizi del futuro prossimo vedono un’alternanza di live streaming, podcast e instant, cioè notizie dell’ultimo momento, che vengono acquisiti dai dispositivi e resi disponibili per gli ascoltatori.

Questo è il momento di inserirsi dal punto di vista commerciale. I nuovi concetti sono il Marketing Conversazionale, cioè la capacità di fidelizzare gli ascoltatori, con dirette e Stream On Demand, coinvolgimento live tramite servizi di messaggistica e la creazione di una community attiva.

Nasce la possibilità di un rapporto bidirezionale tra la radio e l’ascoltatore, che consente alle emittenti di arrivare direttamente all’utenza con pubblicità in-programmatic e contenuti co-branded.

Il marketing radio, che è diverso rispetto da quello video, perché il potenziale interessato non può essere colpito dalle immagini, ma deve essere attirato dalle parole, si sta evolvendo verso una direzione più mirata.

Stanno crescendo gli spot diretti ad un pubblico specifico, che può essere indirettamente profilato, proprio grazie alla tipologia dei suoi ascolti. La radio è e rimane uno dei migliori reach, perché accompagna costantemente i suoi ascoltatori, soprattutto per quanto riguarda i programmi di informazione.

Questi sono su vari livelli dallo sportivo, al gossip, passando al politico e all’analisi economica, ma tendono a tenere costante l’attenzione degli ascoltatori anche durante le brevi interruzioni pubblicitarie, cosa che per esempio non accade con la TV.